Pietro Angelino è senza dubbio la rivelazione più bella di quest’inizio di campionato di Primavera 2. Il classe 2009 dell’Avellino, dopo aver strabiliato tutti con l’Under 17, ha compiuto il salto nella squadra di Luigi Molino. Ed ora si sta prendendo la scena con prestazioni sbalorditive, ma soprattutto con l’incredibile capacità di segnare. Sono già 4 le reti nei 3 match disputati dai Lupacchiotti. Per conoscerlo meglio, e per avere il punto di vista di qualcuno che lo conosce realmente e ha puntato su di lui, abbiamo parlato con Vincenzo Pisacane: CEO & Founder di G.E.V. Sports & Management ed agente di Pietro Angelino.
Pisacane parla di Angelino: qual è la sua vera forza
Chi è davvero Pietro Angelino? Quando conosce il ragazzo? E come le è parso al primo approccio? Oltre all’aspetto tecnico ovviamente, ha qualche aneddoto da raccontarci?
“È stato uno scout a chiamarmi per dire che ci fosse questo ragazzo molto forte nell’Avellino. Consigliandomi di andarlo a vedere. L’abbiamo visto, poi lo scorso anno ha fatto 17 gol. Per noi è stato molto più semplice giudicarlo. Diciamo che si è lasciato giudicare da solo. L’ho visto anche io personalmente in due gare e abbiamo deciso di chiamare la famiglia. Abbiamo fatto un incontro e da questo incontro abbiamo deciso di lavorare insieme. Io penso che la sua forza sia avere i piedi ben puntati a terra. Ma soprattutto avere una famiglia forte alle spalle: è una famiglia che gli sta dietro tanto, sia la madre che il padre. Lui ha grande fame, che è frutto dell’educazione che gli è stata data dai genitori. Di questo posso solo dare i meriti a loro”.
Collegandomi alle sue parole, ovviamente si parla molto di talento quando si parla di ragazzi in rampa di lancio. Ma quant’è importante per un giovane calciatore avere persone che lo aiutino e lo sostengano nel percorso? Cercando di indirizzarlo nella giusta direzione.
“Penso sia fondamentale. Perché ormai i ragazzi hanno talmente tanti di quei svaghi, che si distraggono facilmente. Non è più come prima. Adesso ognuno ha una playstation a casa, un cellulare in mano. Ormai i ragazzi non pensano più solo al gioco, o a quello che può essere il loro percorso calcistico. Ma anche di studio. Parlo proprio in generale, parlo dei ragazzi di quest’epoca. La problematica maggiore è proprio questa: le troppe distrazione. Avere una famiglia alle spalle, come quella di Angelino, può dare un’enorme mano”.
L’exploit in Under 17 e l’impatto devastante in Primavera 2: Pisacane racconta le caratteristiche di Angelino
Parlando, invece, dell’aspetto tecnico, quello che ha fatto Angelino nel corso della scorsa stagione è stato sbalorditivo. E quest’anno è partito a razzo, spaccando il campionato di Primavera 2. Che potenzialità ha questo ragazzo, a cosa è destinato? Quali sono le caratteristiche migliori, secondo lei? E dove può ancora crescere?
“Lui ha grande voglia e tecnicamente ha una grande visione di gioco. Vede i tempi, è incisivo anche in zona gol perché riesce a leggere la giocata, riesce a leggere dove andrà la palla e come sarà la giocata. Questa è una cosa di cui gli va dato atto. Uno che fa la mezzala e ha queste statistiche. Credo sia evidente che abbia il fiuto del gol, ma che soprattutto sappia sempre dove trovarsi. Perché è molto intelligente tatticamente. Dove deve crescere? I suoi movimenti in campo a volte sono dettati troppo dal suo istinto. Ovviamente questo glielo farà sicuramente capire l’allenatore, cosa debba realmente fare. Lui è talmente volenteroso che fa tante corse che sono quasi inutili. Ma le fa perché ci tiene tanto ed ha una grande voglia di emergere”.
La posizione migliore secondo Pisacane e l’importanza di Molino
Molino è senza dubbio un formatore abilissimo, basti vedere i giovani della Primavera dello scorso anno quanto siano stati valorizzati. Con Angelino anche sta accadendo questo, ma forse con lui è ancora in un processo esplorativo sotto l’aspetto tattico. Qualcosa in evoluzione. Lo abbiamo visto trequartista, mezzala ed anche esterno offensivo a sinistra nel 4-2-3-1. Secondo lei, però, qual è la posizione in cui rende meglio? E perché?
“Mister Molino è molto più bravo di me nel vedere dove metterlo in campo. Sicuramente lui lo saprà molto meglio di me. Io, da appassionato di calcio, penso che il suo ruolo sia la mezzala. Lo vedo molto come Hamsik. È un giocatore che ha grande forza, dal centrocampo in su, ha grande visione di gioco e soprattutto è molto forte negli inserimenti. Quindi a me dà proprio l’impressione del primo Hamsik, quello del Brescia”.
Le aspettative e le attenzioni: come ci si isola? Pisacane però non ha dubbi: “Lui ha i piedi per terra”
Sicuramente, con prestazioni di questo tipo, crescono le attenzioni del pubblico. Ma soprattutto le aspettative. Qual è il lavoro che lei come agente deve fare per cercare di isolare il calciatore da queste circostanze esterne? Più in generale, c’è necessità che le persone al suo fianco creino una bolla attorno per non distrarlo dal lavoro da fare?
“Credimi, non ce n’è bisogno. È un ragazzo con i piedi per terra, ed ha una famiglia alle spalle così brava nel fargli capire che al momento non ha fatto ancora nulla. Se non qualche gol negli Allievi o in Primavera 2. Non penso che ci sia – o sarà – bisogno di riportarlo sulla terra. Lui è ben piantato a terra. Quindi sono sicuro che io non abbia molto lavoro da fare, è davvero un ragazzo a posto”.
FOTO: Vincenzo Pisacane, 1% Podcast (canale Youtube Giacomo Freddi)


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