Le convocazioni nelle Nazionali giovanili accendono i riflettori sui talenti di Serie B e Serie C: dal minutaggio incentivato alla Riforma Zola, ecco come i due campionati contribuiscono alla crescita del calcio italiano.
Un’ulteriore sosta alle porte e un ampio discorso da affrontare. La Serie B e la Serie C sono sempre state categorie colme di talenti italiani. Alcuni hanno rispettato le attese, compiendo grandi salti e arrivando a competere nelle competizioni del più alto livello nazionale, altri invece hanno rallentato la corsa e sono rimasti indietro. Anche a causa di un sistema che, volente o nolente, non ha saputo svilupparli nel modo o con i tempi giusti. Ma negli ultimi anni – e su questo ci concentreremo – il lavoro più importante per i giovani italiani, e per i vivai, lo fanno proprio Serie B e Serie C. Le convocazioni di questo novembre (2026) delle varie selezioni dell’Italia ci restituiscono un quadro chiaro. Cerchiamo di addentrarci nell’argomento, capendo come le due categorie incentivino l’utilizzo dei giovani seppur con strumenti differenti.
Dalla Nazionale maggiore all’Under 19, i talenti arrivano da B e C
Partendo dalla Nazionale maggiore si può dire che un bel blocco del gruppo convocato da Mancini ha sviluppato il suo potenziale ed avuto maggiore spazio per farlo attraverso campionati inferiori. Basti pensare a Kayode, partito addirittura dalla Serie D, fino ad arrivare ai giovani che in Serie B sono definitivamente esplosi: Cissè, Liberali, Vergara, Romano, Doumbia, F. P. Esposito. A dimostrazione di quanto talento venga covato dalla seconda serie e di quanto dovrebbe essere maggiormente attenzionata. In Under 21, invece, Baldini ha convocato ben 5 calciatori dalla Serie B: Moruzzi, Faticanti (Avellino), Berti (Cremonese), Cherubini (Benevento) e Vavassori (Palermo). Ma nell’elenco dei selezionati figurano anche moltissimi talenti formatisi tra B e C: Palmisani, Daffara, Mascardi, Calvani, Dagasso, Chichella, Cacciamani, Fini.
In Under 20 situazione analoga: Nunziata ha chiamato con sé 2 calciatori provenienti dalla B (Cocchi e Rao) e ben 9 dalla C. E qui entrano in gioco anche le seconde squadre. Il cui funzionamento di produzione giovanile sembrerebbe procedere per il meglio. Perché oltre a Vannucchi (Arzignano Valchiampo), Nardin (Pescara), Cardinali (Spezia) e Ladisa (Trento), troviamo tanti giovani delle U23: Idele, Plaia (Atalanta), Verde (Juventus) e Lavelli e Mosconi (Inter). Come accade anche per l’Under 19, che oltre a Prisco del Bari, vede tra i convocati Anelli e Steffanoni (Atalanta), Bovio e Marello (Inter) ed Elimoghale (Juventus).
La Serie B: italiani, Under e un nuovo sistema premiante
Per spiegare al meglio le motivazioni per cui nelle categorie inferiori ci sia un utilizzo predominante di calciatori italiani e di giovani, partiamo analizzando quello che è il sistema della Lega Serie B. La quale ha approvato il nuovo sistema premiante il 17 febbraio 2026. Sia chiaro, non si tratta di un obbligo di schierare un giovane in ogni partita: è un sistema che collega l’accesso a una parte delle risorse economiche al minutaggio degli Under 21. E che prevede bonus ulteriori per la valorizzazione dei vivai e per specifiche tipologie contrattuali.
LE SOGLIE DI MINUTAGGIO
Soglia minima Under 21
L’evoluzione dei minuti
Fino al 2025/26
900
Minuti
LetturaSoglia precedente
2026/27
1.750
Minuti
LetturaSoglia applicata nella stagione in corso
Dal 2027/28
3.150
Minuti
LetturaNuova soglia a regime
I minuti sono cumulativi per società: non è una quota che ogni singolo giovane deve raggiungere. La soglia serve a determinare l’accesso alle risorse del sistema premiante. Partiamo da un presupposto: in Serie B, ogni società può inserire nella propria lista un massimo di 18 calciatori Over, con la possibilità di aggiungere fino a 2 giocatori bandiera in possesso dei requisiti previsti. Gli Under, ovvero i calciatori nati dal 1° gennaio 2003 in poi (nella stagione 2026/27), non sono soggetti a limiti numerici e possono essere utilizzati senza occupare uno slot Over. Dalla stagione 2027/28 – quindi la prossima – la soglia delle liste si allinea al minutaggio, passando da Under 23 a Under 21. L’obiettivo della Lega è aumentare progressivamente l’impiego degli Under 21.
GLI ALTRI INCENTIVI
La società ha un incentivo economico a dare minuti ai giovani che rientrano nei requisiti. A questo incentivo si aggiungono due bonus:
Valorizzazione dei giovani
I bonus per i club
Bonus vivaio
10%–30%
Il valore sale in base al minutaggio dei calciatori Under 21 che, nelle ultime quattro stagioni, sono stati tesserati con il medesimo club.
Bonus primo contratto
Bonus
È previsto un incentivo per le società che impiegano calciatori convocabili titolari di un contratto di apprendistato o di primo contratto professionistico.
LA SERIE B AL 17 AGOSTO 2026
Stando ai dati pubblicati dalla Lega il 17 agosto 2026, il metodo funziona eccome. Questi sono i risultati riguardanti la presenza di italiani e giovani nelle rose. Ovviamente ciò non corrisponde ad una sicurezza di minutaggio, ma ad una presenza massiva di giovani nelle rose. Che porta con sé, consequenzialmente, – nell’arco di una stagione lunga – anche una partecipazione maggiore.
Serie B · Stagione 2026/27
La fotografia delle rose
Dati aggiornati al 17 agosto 2026
834
Professionisti tesserati
Totale dei professionisti tesserati nelle 20 rose.
80%
Calciatori italiani
Nazionalità dei tesserati.
192 (23%)
Under 21 convocabili
Bacino anagrafico potenzialmente azzurrabile per le Nazionali giovanili.
298 (36%)
Under 23 italiani
Italiani nella fascia Under 23.
Fonte: dati delle rose al 17 agosto 2026.
La Serie C: la riforma Zola e la valorizzazione dei vivai
In Serie C, invece, c’è un focus diverso. Che riguarda maggiormente i settori giovanili.
LA RIFORMA ZOLA
La Riforma Zola è il progetto della Lega Pro, associato al vicepresidente vicario Gianfranco Zola, che punta a restituire alla Serie C una funzione formativa più centrale nel panorama calcistico italiano. Il suo obiettivo non è soltanto incentivare l’impiego dei giovani in generale, ma riconoscere un valore specifico ai calciatori cresciuti all’interno dei settori giovanili delle stesse società. Per questo motivo, il sistema di premialità è legato al minutaggio dei prodotti del vivaio e alla loro valorizzazione.
Serie C · Stagione 2026/27
Come si costruiscono le liste
23Massimo
Professionisti
Massimo 23 calciatori professionisti.
8Massimo
Temporanei
Massimo 8 calciatori in prestito o trasferimento temporaneo da Serie A, Serie B o federazione estera.
6Minimo
Settore giovanile
Almeno 6 calciatori provenienti dal proprio vivaio; possono essere utilizzati senza limite massimo complessivo nella lista dedicata, se rispettano i requisiti.
Per essere considerato prodotto del vivaio ai fini del regolamento, il calciatore deve essere nato dopo il 1° gennaio 2004 ed essere stato tesserato dal club per almeno due stagioni sportive, anche non consecutive, svolgendo prevalentemente attività nelle categorie giovanili indicate. Un altro aspetto interessante è che la soglia minima di calciatori in lista settore giovanile cresce nel tempo:
Serie C · Liste 2026/29
Soglia minima settore giovanile
2026/27
6
Calciatori in lista
2027/28
7
Calciatori in lista
2028/29
8
Calciatori in lista
Uno degli aspetti intriganti del premio è il coefficiente basato sull’età del calciatore. Più il calciatore è giovane e maggiore è il peso del suo minutaggio.
Minutaggio premiale
Età e coefficienti 2026/27
Serie B e C: due campionati, due meccanismi, un obiettivo
Il quadro che emerge dall’analisi di Serie B e Serie C è quello di due campionati che stanno assumendo un ruolo sempre più importante nella formazione e nella valorizzazione dei giovani calciatori. Attraverso incentivi economici, regolamenti specifici e vincoli legati alla composizione delle rose. I segnali positivi non mancano e trovano riscontro anche nelle convocazioni delle Nazionali giovanili. Naturalmente, questi elementi non bastano da soli a certificare un miglioramento dell’intero movimento, ma rappresentano un indicatore interessante della capacità di Serie B e Serie C di offrire un percorso di crescita ai giovani talenti. Oltre che risorse alle società che consentono di svilupparli.
Il passaggio successivo riguarda inevitabilmente anche la Serie A. Le società della massima categoria sono chiamate a dare maggiore attenzione a ciò che accade nei campionati inferiori, individuando profili interessanti e investendo sulle opportunità offerte dal calcio italiano. Non sempre la soluzione migliore deve necessariamente arrivare dall’estero: spesso, anche nelle categorie meno esposte mediaticamente, si nascondono calciatori con prospettive importanti, pronti a compiere il salto di qualità.


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