“Il talento è l’audacia, lo spirito libero, le idee ampie”. Si parte da qui, da una frase attribuita ad Anton Cechov, per spiegare la carriera di Salvatore Cerbone. Un classe 2007 che il talento lo accomuna alla personalità, alla voglia, alla fame di essere e dimostrare. Quella che ti permette di abbattere limiti e barriere che, forse – a volte –, sono più gli altri a costruire.
Salvatore Cerbone, dall’Ascoli al Casarano: in Puglia per rubare la scena
La carriera calcistica di Cerbone si sviluppa in uno dei settori giovanili più floridi di tutta Italia. Quello dell’Ascoli. Con i bianconeri, il classe 2007 (nato il 22 ottobre), brucia le tappe, giocando con la Primavera 2 del club da sotto età. Nella stagione 2024/2025 con l’Under dei marchigiani mette a referto 4 gol ed 1 assist in 24 presenze. Mostrando tutta la sua qualità e la sua duttilità: sia come attaccante centrale, sia come esterno offensivo. La capacità di puntare l’uomo, di creare superiorità numerica, di incidere accentrandosi, ma anche di finalizzare. Una freddezza che ci porta alla sua prima rete, contro il Crotone – dal dischetto.
Sono queste – e non solo – le caratteristiche che portano il neopromosso Casarano, nell’estate del 2025, a puntare su di lui. Non per rinforzare il settore giovanile, ma per far compiere all’attaccante il salto nei grandi. Nel professionismo. In Serie C, con i pugliesi, si guadagna spazio con il talento. Ma soprattutto con il lavoro quotidiano, l’abnegazione e la voglia di emergere. Una prerogativa attitudinale che, l’allenatore, Vito Di Bari nota subito. Il tecnico lo modella, concentrandosi sulle sue qualità di dribbling, nello stretto, e su quelle in campo aperto. Con Di Bari gioca sulla sinistra, come ala, e incide. I primi minuti arrivano contro il Picerno. Ma è questione di poco prima che Cerbone diventi centrale nel progetto dei rossazzurri. Alla fine della stagione regolare le statistiche dicono: 23 partite giocate, 1 gol e 2 assist. Con il Casarano che centra anche i Play-Off. Ed è lì che Salvatore si guadagna la scena: 6 gare disputate, 2 gol, ma tanta sostanza e qualità. In gare in cui il pallone pesa di più.
Hellas Verona-Cerbone, un investimento milionario: il 2007 alla ribalta
Dopo una stagione impattante, la prima nel calcio dei grandi, le luci dei riflettori si accendono su di lui. L’interesse di molti club, di categoria superiore, è vivo. Ma è l’Hellas Verona a strapparlo alla concorrenza, con un investimento quasi milionario e un contratto fino al giugno del 2030. “Una cifra esorbitante per un 2007 con solo 20 presenze nel professionismo” – è quello che dicono molti. Un’analisi riduttiva, fin troppo. Anche perché Cerbone sa che nulla gli è stato regalato e, probabilmente, gli verrà mai regalato. E allora continua a lavorare, ma soprattutto a dimostrare che il talento lo ha. E può metterlo in mostra, anche in una categoria superiore. Perché è così, serve solo il giusto spirito e la fiducia.
Ed è da qui che si arriva alla terza giornata di campionato di Serie B, con il Verona che al ‘Bentegodi’ sfida l’Arezzo. Nel secondo tempo Zappa e Mulattieri indirizzano il match e, al 73′, c’è spazio per Cerbone che entra in campo al posto di Amin Sarr. Gli bastano 2′ per timbrare, con un bell’attacco del secondo palo: la sua prima rete in Serie B. Ed altri 2′ per siglare la doppietta personale, con un gol bellissimo per lettura dello spazio e attacco di questo: Kastanos imbuca, lui parte largo e taglia al centro, stop controllato e destro sotto la traversa. Il pubblico scaligero ora conosce davvero Salvatore Cerbone, che commenta così nel post gara: “Questa è senz’altro la domenica calcistica più bella della mia vita. Ma io resto con i piedi per terra. Due gol li hanno fatti migliaia di giocatori, non ho ancora fatto niente”. Parole che valgono più dei due gol. Se la mentalità è questa, si può solo ben sperare. Come attestato, poi, ora è arrivata anche la prima convocazione con la maglia della Nazionale italiana Under 20.
Cerbone, le parole di Di Bari: le caratteristiche
“Sono davvero molto contento per Salvatore. È un 2007, è giovane quindi bisogna saperlo anche aspettare. Ma sono sicuro che non deluderà le attese e ripagherà l’importante investimento che ha fatto la società scaligera” – parlava così Vito Di Bari subito dopo l’acquisto del Verona. Una sorta di padre calcistico, colui che gli ha permesso di prendere la rampa di lancio in direzione di una società proiettata – nel breve – verso la Serie A. L’allenatore che ha compreso al massimo le sue caratteristiche e ha avuto il coraggio – perché purtroppo si parla ancora di questo – di ritagliargli un ruolo da protagonista con la maglia del Casarano.
Lo stesso Di Bari, che ha spiegato ad Hellas Live le caratteristiche migliori di Cerbone: “Parliamo di un grande talento, uno scugnizzo di Napoli, simile a Kvaratskhelia nel modo di giocare. Nei primi metri, palla al piede, è devastante. Li fa secchi tutti. È un esterno d’attacco nel 4-3-3 o nel 4-2-3-1, destro di piede che dà il suo meglio quando gioca a sinistra. Il ragazzo è sveglio e le responsabilità non lo spaventano. Anzi, lo caricano. L’anno scorso durante i playoff ha mostrato tutto il suo valore, anche in campi importanti. Ha personalità, non si nasconde e davanti a sé, se non si monta la testa, ha un futuro molto importante”.
Dove può crescere Salvatore Cerbone?
Naturalmente, non parliamo di un campione già compiuto – com’è naturale che sia. Cerbone ha bisogno di tempo per esprimere il massimo del suo potenziale, oltre che dell’aiuto di un allenatore capace come Baroni. E allora dove può crescere Salvatore? Probabilmente nei duelli fisici, che sembrerebbe maggiormente soffrire. Seppur dotato di buona struttura, contro difensori più rognosi non sempre riesce a vincere lo scontro. Nella continuità all’interno dei 90′: il classe 2007 deve imparare a gestirsi meglio, così da poter essere incisivo per tutta la durata del match. In modo tale da potersi ritagliare spazio anche dal 1′. Come arma a gara in corso, però, resta un grattacapo per le difese avversarie. E, poi, nelle scelte finali. Sprint, dribbling, capacità di entrare nell’area: sono tutte sue qualità. Ma ha bisogno di dosare l’euforia prima dell’ultimo passaggio o del tiro, per poter lasciare ancora più marchi nei match. Tutte lacune colmabili con audacia, spirito e idee.
FOTO: Sito ufficiale Hellas Verona, comunicato di presentazione Cerbone.


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