Sorrento, Ottobre: “Il calcio italiano ha toccato il fondo, ora possiamo risalire. Si riparte dai giovani”

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Pasquale Ottobre è il responsabile del settore giovanile del Sorrento, club militante in Serie C. Nel corso della sua carriera ha lavorato tra Serie C e dilettantismo, dopo aver concluso il suo percorso da calciatore. Nel 2022 è stato chiamato dal Sorrento per guidare e sviluppare il settore giovanile della società. Abbiamo avuto la possibilità di intervistarlo, affrontando temi centrali per il presente e il futuro del calcio italiano. Ma parlando anche della realtà sorrentina, che da anni svolge un ottimo lavoro nello sviluppo dei talenti. Mattia Esposito, ora al Bari in prestito dal Napoli, è sicuramente l’esempio più cristallino.

L’intervista a Pasquale Ottobre: il lavoro del Sorrento e l’esempio Esposito

Da dove si comincia concretamente a costruire un settore giovanile? Dalla creazione di un organico o da un’idea di gioco?

“Quando quattro anni fa ricevetti la chiamata del Sorrento non esitai ad accettare. È sempre stata una società molto attenta al settore giovanile, anche ai tempi in cui giocavo. Ha sempre avuto una grande forza dal punto di vista strutturale ed economico. Oggi abbiamo compiuto molti passi avanti rispetto al passato. Si tratta di campionati molto difficili e bisogna poter contare su un organico che sposi pienamente il progetto.

Abbiamo linee guida precise e il Sorrento ha sempre dato spazio ai giovani, valorizzandoli anche attraverso il minutaggio in Lega Pro. Ne sono esempi Mattia Esposito e Ludovico Del Sorbo, che quando iniziò il suo percorso con noi era ancora un under. Ho la fortuna di avere alle spalle una proprietà che crede fortemente nel settore giovanile”.

Prima ha nominato Mattia Esposito, oggi al Bari ma di proprietà del Napoli. Come ha vissuto la sua crescita?

“Non ho seguito direttamente la trattativa, ma l’ho osservata con grande interesse. Mattia è partito con noi dall’Under 16 nazionale e, nella fase finale della stagione, è stato aggregato alla squadra impegnata nei playoff Under 17. Successivamente è approdato in Primavera e poi in prima squadra. Ha bruciato le tappe, ma è stato un bene.

Possiede caratteristiche che in Italia si vedono sempre meno e che spesso andiamo a cercare all’estero. Salta l’uomo, dribbla, crea superiorità numerica e manda in gol i compagni. La sua qualità migliore, però, è la gioia con cui gioca a calcio. Si diverte e fa divertire. Non dobbiamo dimenticare che il calcio, prima di tutto, è un gioco. E molti ancora non l’hanno capito”.

Il suo lavoro sta dando risultati importanti, come dimostra la Primavera, attualmente a punteggio pieno nel Girone B di Primavera 3. Quali obiettivi vi ponete?

“L’obiettivo principale è quello di portare questi ragazzi in prima squadra. Sarebbe una soddisfazione enorme per tutti vedere un giovane della Primavera esordire tra i professionisti già in questa stagione. L’obiettivo è inserirli stabilmente in prima squadra entro i prossimi due anni. Magari qualcuno riuscirà a bruciare le tappe, come ha fatto Mattia Esposito, regalandoci grandi soddisfazioni”.

Quanto è importante per una società come il Sorrento il rapporto tra settore giovanile e prima squadra?

“Per noi è fondamentale. Alle spalle abbiamo una proprietà molto vicina alla prima squadra e all’intero progetto sportivo. Il direttore generale è quasi sempre presente alle nostre partite e segue con attenzione il campionato Primavera. C’è un filo diretto che unisce tutte le componenti del club, dai più piccoli fino alla prima squadra”.

Ottobre, quando un settore giovanile funziona davvero

Lei ha lavorato in diversi settori giovanili. Quando si può dire che un settore funzioni bene: quando vince i campionati o quando porta un ragazzo in prima squadra?

“Le due cose sono strettamente collegate. Alla base di tutto c’è la crescita dei ragazzi. Molto spesso, però, la crescita va di pari passo con i risultati di squadra, che fanno sempre piacere. La scorsa stagione abbiamo raggiunto le semifinali nazionali con due categorie. Per una società come il Sorrento è stato un traguardo enorme. Eravamo l’unica squadra del Sud e non abbiamo sfigurato contro realtà come l’Albinoleffe, che da anni rappresenta una vera miniera di giovani talenti.

Abbiamo dovuto affrontare problematiche importanti legate agli impianti sportivi. Per i ragazzi non è facile cambiare campo ogni settimana e adattarsi continuamente a nuove situazioni. Purtroppo la mancanza di uno stadio a Sorrento si fa sentire. Nonostante tutto, la prima squadra sta disputando un campionato eccellente e siamo molto soddisfatti”.

Ottobre parla della filosofia e del momento del calcio italiano

In una precedente intervista aveva dichiarato che sarebbe stato più utile far crescere i giovani talenti in casa anziché acquistarli altrove. Pensa che le società italiane abbiano cambiato mentalità negli ultimi anni?

“Guardando agli ultimi risultati della Nazionale sembrerebbe di no. Non voglio però trasmettere un messaggio sbagliato: mi auguro che qualcosa possa cambiare. Nel campionato di Serie A ci sono pochi italiani che giocano stabilmente. L’esempio più evidente è il Como, che probabilmente esprime il miglior calcio in Italia, ma non valorizza i giovani italiani. Anche le squadre Primavera sono ormai piene di giocatori stranieri che finiscono per togliere spazio e opportunità di crescita ai nostri talenti.

Oggi c’è soddisfazione per il lavoro svolto dall’Under 21 di Baldini. Sta facendo molto bene e ci auguriamo che possa esserci continuità anche in Nazionale maggiore. I giovani italiani ci sono, ma sono pochi quelli che vengono messi nelle condizioni di giocare. Abbiamo bisogno di vedere il bicchiere mezzo pieno e forse questo è uno dei problemi principali. Sono fiducioso e credo che sia importante ripartire dai risultati ottenuti in Nations League”.

Guardando al futuro, come immagina il calcio giovanile italiano tra dieci anni? Quanti ragazzi cresciuti nei nostri vivai vedremo in Nazionale?

“Mi auguro che ci sia un ricambio generazionale importante e sono fiducioso che questo possa avvenire. I nostri giovani sapranno farsi valere. Siamo una nazione che ha sempre prodotto ottimi talenti. Dobbiamo essere positivi: il fondo lo abbiamo già toccato più volte e non serve continuare a piangerci addosso. Adesso possiamo soltanto risalire”.

Format CPN: tre giocatori da tenere d’occhio per il futuro

Ottobre parla di tre ragazzi da osservare con attenzione: “Uno è sicuramente Marco Illiano, oggi alla Sampdoria. Lo scorso anno faceva parte della squadra che raggiunse la semifinale nazionale contro l’Albinoleffe. Poi c’è Mattia Esposito, che abbiamo già nominato più volte. Sono convinto che riuscirà a imporsi tra i professionisti perché gioca con entusiasmo e passione. Infine c’è Antonio Potenza, che è già con noi in prima squadra e rappresenta un prospetto molto interessante”.

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